/ Italia

All’origine, 2023
acciaio inox curvato, specchio
cm 155 × 43 × 135
scultura e installazione
primo premio
Un oggetto tecnico, componibile, in cui madre e figlia possono sedersi una di spalle all’altra, darsi una mano e guardarsi attraverso uno specchio per trovarsi faccia a faccia più di quanto farebbero quotidianamente nascoste dietro il rancore. L’opera incarna una delle chiavi del tempo presente: un freddo funzionalismo tecnicista coniugato con il riconoscimento dell’irrinunciabilità dei valori simbolici che strutturano le relazioni umane.
Map3 / Re—Form
primo premio assoluto
Un’opera che diventa apertamente “dispositivo”, congegno per la rivelazione, l’interpretazione, la mutazione e la ri—forma del mondo in cui si manifesta. Attraverso di essa l’artista esalta e critica la storia tecnica e determinista del Novecento, mischiando il congegno funzionalista con il totem di esaltazione simbolica, in una posizione media e imprevista tra modernità e post-modernità. Un apparato che parte dal trauma individuale per divenire elaborazione collettiva, riformulando in modo sottile uno statuto dell’artista nella società.
Sade Linda Ekwedike (2000) è nata a Pavia. Ha studiato alla Naba di Milano, dove si è diplomata nel 2023. La sua ricerca è profondamente segnata da un percorso di elaborazione individuale che comincia con la condizione del sentirsi “in mezzo”: tra le due culture dei suoi genitori e tra i due pezzi della sua casa andata in frantumi con la loro separazione. Ekwedike attraverso l’arte rigetta però nella dimensione pubblica, relazionale, il bisogno personale di risanare i conflitti, con un approccio che lega sempre la forma alla significazione dei gesti, e quindi a una certa dimensione dell’intervento sul reale. Nel 2022 ha collaborato con Warner Bros (Real Time) per la realizzazione di In 7 respiri, per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, poi donata al centro antiviolenza Teresa Buonocore di Portici, Napoli. In All’origine realizza un oggetto tecnico, componibile in ambiente domestico, in cui madre e figlia possono sedersi una di spalle all’altra, darsi una mano e guardarsi attraverso uno specchio per trovarsi faccia a faccia più di quanto farebbero quotidianamente nascoste dietro il rancore. Nelle curve della struttura tubolare si ravvedono forme archetipiche di donna e madre.
