/ Paesi Bassi · Netherlands

From the A12 series #2, 2023
fotografia, video arte, performance
primo premio
La fotografia come elemento di rivelazione delle relazioni e degli impianti simbolici umani: lo scrosciare dell’acqua che distrugge la nitidezza dell’immagine è un elemento archetipico che al contempo rappresenta pericolo, allarme, dramma, conflitto, ma anche festa, rito, fertilità, ristoro, liberazione.
Eli Dijkers (1978) è nato e cresciuto nei Paesi Bassi. Dopo un dottorato in Farmacia, nel 2012 ha deciso di laurearsi all’Accademia di fotografia di Rotterdam. Vincitore, tra gli altri, di Ilford Master 2018 con Sebastião Salgado, ha esposto in Cina, Stati Uniti, e in molti paesi d’Europa. In Italia si ricorda la mostra Strangers and strangeness a Palazzo Malvinni Malvezzi (2021), insieme con Henri-Cartier Bresson in occasione del vertice dei ministri degli esteri del G20 a Matera: rappresentava l’ultimo dei grandi fotoreporter transitati in Basilicata dalla sua “scoperta” in era moderna alle soglie di Matera Capitale europea della cultura 2019. Tra i suoi riferimenti ci sono Daido Moriyama, Trent Parke e Michael Ackerman, specialisti di un bianco e nero espressionista che fa diventare la luce materica e pastosa. Nelle immagini per Map3 abbiamo un saggio dell’amore di Dijkers per la fotografia come elemento di rivelazione delle relazioni e degli impianti simbolici umani: lo scrosciare dell’acqua che distrugge la nitidezza dell’immagine è un elemento archetipico che al contempo rappresenta pericolo, allarme, dramma, conflitto, ma anche festa, rito, fertilità, ristoro, liberazione.
