Il Castello di Lagopesole

la location espositiva del Mediterranean Contemporary Art Prize 2019

L’ora del tramonto è la più magica. Gli ultimi raggi di sole illuminano per ultimo lo splendido maniero fendendo la pietra arenaria che sprigiona i suoi meravigliosi riflessi diventando dorata per poi tingersi di rosso e infine quando solo la luna illumina la notte la sua mole svetta dalla valle sottostante a guardia di antichi segreti e di grandi vicende ed è allora che storia e leggenda si fondono tra loro diventando fascino e suggestione.
Il Castello di Lagopesole è l’ultima e la più grande residenza voluta dall’imperatore Federico II di Svevia in terra di Basilicata realizzata tra il 1242 e il 1250. Una dimora di caccia e di divertimento eretta in una posizione suggestiva, in un territorio di grande importanza strategica sin dall’alto medioevo.
Le sue forme squadrate, quadrangolari e simmetriche e i torrioni isolati, che richiamano i castelli bizantini d’Oriente o i leggendari castelli crociati, possiedono l’arcano potere di condurre in terre lontane e di rievocare suoni, lingue e costumi della multietnica corte federiciana.
Il Castello di Lagopesole, il famoso portum Montis Vulturis del medioevo, ed è l’espressione tra le più autentiche dell’architettura federiciana.
Pensando alla foresta circostante come luogo ideale dove praticare la sua amata arte della caccia con il falcone, l’Imperatore Federico II di Svevia nel 1242 iniziò i lavori di ampliamento della preesistente roccaforte normanna per trasformarla nella sua residenza estiva.

Di forma rettangolare e diviso in due corti su cui si affacciano gli ambienti articolati su due piani, il castello presenta agli angoli quattro torri quadrate. Oggi un imponente portone, posto tra due alte torri binate rettangolari più strette, consente l’accesso ad una galleria con volta a botte che conduce al grande cortile interno, anch’esso rettangolare. Sul grande cortile si affaccia l’elegante portale a zig zag della chiesa palatina. Costituita da una sola navata, l’abside semicircolare, conserva affreschi di sante figure risalenti al XIII secolo. Ai diversi ambienti del superbo edificio si accede dal cortile. Di fronte alla chiesa, al primo piano, si aprono le decorate finestre bifore delle immense sale dell’Imperatore adornate da bellissime mensole che, esemplari tra i più ammirevoli dell’arte federiciana, avrebbero dovuto sostenere gli archivolti. Adiacente a questi spazi si trova il Quarto della Regina in cui si possono intravedere resti di congegni per l’amplificazione della musica e per il riscaldamento degli ambienti. Sul portone di accesso è posta una meridiana in pietra rosata che ha da sempre segnato lo scorrere del tempo attraverso i secoli. Il Salone degli Armigeri, con la scuderia al pian terreno, chiude il cortile sul terzo lato accanto alla chiesa. Una cortina muraria con una porta architravata al suo centro divide il cortile maggiore dal cortile minore. Al centro del cortile minore si erge il donjon, l’imponente torrione di pianta quadrata a due piani, che rievoca i castelli degli avi normanni dell’Imperatore.

Federico II di Svevia

Re di Sicilia, Duca di Svevia, Re di Germania dal 1212 al 1220, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Gerusalemme, fu uomo dalle caratteristiche moderne, di straordinaria cultura ed energia, dotato di una personalità poliedrica e affascinante che, fin dalla sua epoca, ha polarizzato l'attenzione degli storici e del popolo, producendo anche una lunga serie di miti e leggende popolari, nel bene e nel male. Fu letterato, statista, condottiero, legislatore; ma oggi è ricordato soprattutto per la mentalità libera, eclettica ed anticipatrice dei tempi.
Il suo regno fu principalmente caratterizzato da una forte attività legislativa e di innovazione artistica e culturale, volte ad unificare le terre e i popoli. Egli stesso fu un apprezzabile letterato, convinto protettore di artisti e studiosi.
La sua Magna Curia fu luogo di incontro fra le culture greca, latina, araba ed ebraica. Senza discriminazione di razza e di fede, la sua corte accolse tutti i principali uomini di cultura che in quel momento erano portatori delle teorie di maggiore avanguardia, attingendo soprattutto dalle più avanzate scuole d’Oriente.
Questi atteggiamenti condussero Federico II a circondarsi di illustri matematici come Leonardo Fibonacci e di studiosi della nascente astronomia come Michele Scoto; ed anche di musici, medici, legislatori, filosofi fra i quali gli insigni giuristi Benedetto da Isernia e Roffredo di Benevento.
La sua corte si muoveva in tutto il regno con un corteo curato ad arte a fini scenografi per muovere lo stupore, animare i fedelissimi ed incutere soggezione ai nemici.

Come arrivare

Dove dormire

Pro Loco di Lagopesole